In questi ultimi tempi si sono create nuove esigenze che impongono una maggiore integrazione delle funzioni aziendali. In particolare tra il livello di produzione e quello gestionale è presente un gap informativo, che può essere agevolmente colmato da un sistema MES; esso rappresenta lo strumento chiave per lo scambio delle informazioni tra il livello gestionale (tipicamente dominato dai sistemi ERP) ed il campo.

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Azionamento elettricoL'azionamento elettrico è un dispositivo che converte l'energia elettrica che riceve in ingresso, in energia meccanica. Tale conversione è guidata da un segnale di comando, che modulo l'uscita e consente di pilotare il motore collegato.

Nel controllo dell'azionamento è impostato il movimento da inseguire e lo stadio di controllo genera un segnale di riferimento utilizzato per pilotare il motore.

Contemporaneamente il controllore riceve dal motore le informazioni sul movimento realmente effettuato dal motore (segnale di retroazione) e le confronta con il movimento desiderato. Se i due segnali, set point e segnale retroazionato, differiscono, il controllore modifica il segnale di riferimento in modo tale da far seguire al motore elettrico il movimento desiderato.

Poiché il segnale di comando è a bassa potenza, prima di essere inviato al motore viene opportunamente amplificato da uno stadio di potenza e successivamente utilizzato per alimentare il motore elettrico.

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logo_rtai_small Alternativa open source per lo sviluppo di applicazioni real time: http://www.rtai.org.

Questa estensione hard Real-Time realizzata dal Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano (DIAPM) è una suite di aggiornamenti e librerie che consente comunque le normali funzionalità di un normale kernel Linux. La differenza con il normale Linux non riguarda soltanto le modifiche al kernel, bensì consiste anche nell’introduzione di RTAILab: un insieme di librerie e strumenti per sviluppare diagrammi a blocchi che possono essere compilati ed eseguiti su Linux RTAI. I diagrammi possono essere creati con Scilab/Scicos (Open Source) o Matlab/Simulink/RTW (commerciale).

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Le onde elettromagnetiche generate dai dispositivi elettrici possono causare malfunzionamenti in altri dispositivi elettronici posti nelle vicinanze; tali effetti sono chiamati interferenze elettromagnetiche (EMI) e interferenze di radio frequenza (RFI). In particolare EMI ed RFI possono attenuare i segnali generati internamente internamente in un dispositivo, oppure generare interferenze nell'ambiente esterno disturbandone la comunicazione.

Oggi giorno, a causa della grande quantità di segnali elettrici presenti nell'ambiente, EMI ed RFI sono diventati un problema potenziale in ogni tipologia di industria. Per prevenire questo genere di problemi, si possono utilizzare degli agenti di protezione; una possibile soluzione è costituita da speciali spray acrilici, o vernici contenenti metalli (argento, rame, nichel,...) o stoffe conduttive.

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I sensori di prossimità (chiamati anche proximity) sono dei sensori in grado di rivelare la presenza di oggetti nelle immediate vicinanze del "lato sensibile" del sensore stesso, senza che vi sia un effettivo contatto fisico.

La distanza entro cui questi sensori rilevano oggetti è definita portata nominale (o campo sensibile). Alcuni modelli dispongono di un sistema di regolazione per poter calibrare la distanza di rilevazione.

L'assenza di meccanismi d'attuazione meccanica, e di un contatto fisico tra sensore e oggetto, fa sì che questi sensori presentino un'affidabilità elevata.

Normalmente, i proximity rilevano solamente la presenza o l'assenza di un oggetto all'interno della loro portata nominale. Conseguentemente, il segnale elettrico d'uscita sarà di tipo on/off, in quanto deve rappresentare solo gli stati assenza/presenza.

L'uscita è normalmente progettata per trattare segnali a bassa tensione (fino a 48V) e basse correnti (fino 200 mA), non adatte per comandare direttamente attuatori (elettrovalvole, teleruttori, motori, ecc...), ma adatte ad alimentare ingressi di schede di controllo, PLC o CNC.

Alcuni sensori più evoluti sono in grado anche di rilevare la distanza dall'oggetto. In questi il segnale elettrico d'uscita è un segnale analogico il cui valore codifica la distanza dell'oggetto rilevato. Tali sensori sono a tutti gli effetti dei trasduttori di posizione lineare.

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